Un vaccino anti COVID-19 basato sul vaccino anti morbillo

a cura di Fabio Magurano

L’attuale pandemia di COVID-19 causata dalla sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2) evidenzia l’urgente necessità di sviluppare un vaccini sicuri, efficaci e durevoli.
Nel 1963 il dott. Maurice Hilleman, microbiologo statunitense specializzato in vaccinologia, sviluppò il primo vaccino antimorbillo (attenuato in cellule embrionali di pollo) di successo. Il vaccino fu concesso in licenza per l’uso negli Stati Uniti nel 1971. Il vaccino contro il morbillo, a 50 anni dal suo utilizzo continua ad essere uno dei vaccini più sicuri ed efficaci e sia nei bambini che negli adulti e in grado di fornire una protezione di lunga durata nei confronti della malattia. Il vaccino utilizza un ceppo vivo ma reso meno virulento del virus del morbillo.
Vista l’esperienza sull’efficacia e gli effetti collaterali del suddetto vaccino, un gruppo di ricerca guidato dal dottor Jianrong Li della Ohio State University ha condotto una ricerca pubblicata su PNAS per lo sviluppo sperimentale di un vaccino contro SARS-CoV-2. Lo studio è stato condotto sui ratti del cotone a cui è stato somministrato un vaccino contenente il gene per la versione stabilizzata “prefusion” della proteina spike, la forma della proteina prima dell’ingresso nella cellula. La struttura di prefusione della Spike, rappresenta la forma più immunogena della Spike di SARS-CoV-2 ed è la base per i vaccini attualmente disponibili, inclusi i vaccini a mRNA realizzati da Moderna e Pfizer-BioNTech.
La ricerca ha previsto la generazione di un pannello di vaccini ricombinanti basati sul virus del morbillo (rMeV) con antigeni S di SARS-CoV-2 inseriti vicino a 3 ‘del genoma MeV. L’rMeV che esprime un picco di prefusione stabilizzato solubile (preS) si è dimostrato molto più potente nell’innescare una riposta anticorpale neutralizzante specifica per SARS-CoV-2 rispetto al candidato vaccino S a lunghezza intera basato su rMeV.
Gli esperimenti hanno dimostrato che nei roditori, il nuovo vaccino rMeV-preS, è in grado di stimolare la produzione di livelli di anticorpi neutralizzanti superiori a quelli trovati nei pazienti COVID-19 guariti. Il vaccino è inoltre in grado di stimolare una forte risposta delle cellule T con polarizzazione Th1, un’ulteriore ed importante misura dell’efficacia del vaccino.
Il vaccino è stato successivamente testato per saggiare la capacità di prevenire l’infezione di SARS-CoV-2 nei criceti siriani dorati, che possono contrarre COVID-19. Una singola dose di rMeV-preS è sufficiente per indurre alti livelli di anticorpi SARS-CoV-2 negli animali. Inoltre, il vaccino rMeV-preS è in grado di proteggere i criceti dall’infezione e di impedire la replicazione del virus nei polmoni e nei turbinati nasali.
Sebbene numerosi vaccini COVID siano oggi disponibili al pubblico, i dati sul vaccino rMeV-preS sono molto promettenti. Questo nuovo candidato oltre a beneficiare dei dati di sicurezza e di lunga efficacia propri di un vaccino in uso da lungo tempo, conferirebbe una protezione congiunta contro COVID-19 e morbillo.