Morbillo e rosolia: migliora la sorveglianza con la rete MoRoNet

È stata ufficializzata il 20 marzo, durante un convegno svoltosi presso l’Istituto superiore di sanità (Iss), la Rete Nazionale dei Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia (MoRoNet) che rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l’eliminazione completa di queste due malattie, ancora presenti in forma endemica nel nostro paese e in altre nazioni europee. Come si legge nel numero di febbraio del rapporto della rete di Sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, nel mese di gennaio 2017 in Italia non sono stati segnalati casi di rosolia, ma ci sono state 238 segnalazioni di casi di morbillo, quasi tutti (83,2 per cento) concentrati in quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana.
«A livello Europeo, attualmente l’attenzione è concentrata soprattutto sulla Romania dove è in corso una vasta epidemia di morbillo che ha già causato anche 17 decessi» aggiunge Fabio Magurano, del Dipartimento di malattie infettive dell’iss, al quale abbiamo chiesto di spiegare quali sono le novità e i vantaggi della rete MoRoNet.

Dottor Magurano, in cosa consiste esattamente il network MoRoNet?
«MoRoNet è una rete di laboratori regionali coordinati e accreditati dal Laboratorio di riferimento nazionale, che si affianca all’attuale rete di Sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia rendendola più efficiente e precisa secondo quanto richiesto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo scopo è identificare i casi di morbillo e di rosolia, due malattie esantematiche con sintomatologia sovrapponibile: la sorveglianza di laboratorio diviene indispensabile permettendo di identificare anche dal punto di vista genetico i singoli casi e i focolai causati dai due virus».

Da dove nasce l’idea di istituire questo network?
«A livello mondiale esiste un piano di eradicazione di morbillo e rosolia voluto e coordinato dall’Oms e recepito dall’Italia con il Piano nazionale di eliminazione per il morbillo e la rosolia congenita (PNEMoRc). Nel 2015, nel corso di una visita di monitoraggio nel nostro paese, gli esperti Oms hanno emesso alcune raccomandazioni, una delle quali riguardava la necessità di istituire un programma di sorveglianza di laboratorio più stringente ed efficiente rispetto a quello allora presente in Italia. La rete MoRoNet è sembrata la via migliore per rendere omogeneo e qualitativamente migliore il lavoro di tutti i laboratori che si occupano della sorveglianza».

Quanto siamo vicini all’eradicazione?
«In Italia abbiamo assistito negli ultimi cinque anni a una diminuzione delle coperture vaccinali che rende molto complicato prevedere quando si potrà arrivare effettivamente all’eradicazione. Bisogna lavorare molto sui piani di vaccinazione, poiché la quota di persone vaccinate è ancora lontana dal 95 per cento previsto. Il fatto che nasca il network MoRoNet in qualche modo aiuta anche a sensibilizzare le regioni e la popolazione».

Quali sono oggi le motivazioni per cui non ci si vaccina?
«Una prima motivazione passa senza dubbio attraverso le campagne mediatiche e l’utilizzo di internet: oggi ognuno cerca informazioni sul web e spesso pretende di avere una sanità ad personam. Si tratta di un approccio radicalmente nuovo alla prevenzione e alla sanità in generale, che ha portato molte persone a non seguire le raccomandazioni delle Istituzioni.
Un altro aspetto legato a internet riguarda le informazioni non corrette che spesso si trovano in rete, e sulle quali l’Iss e il Ministero continuano a svolgere una grande opera in termini di comunicazione precisa e puntuale. Non possiamo infine dimenticare che la sanità italiana funziona su base regionale e quindi ogni regione ha un proprio piano per le campagne vaccinali che hanno un costo a volte difficile da sostenere. Anche la crisi economica degli ultimi anni ha contribuito a un calo di efficienza delle campagne vaccinali».

Perché tutta questa “paura” del morbillo, una patologia che in molti ricordano di aver contratto e poi superato senza particolari complicazioni?
«Il morbillo ha un tasso di mortalità non trascurabile e di morbillo si muore ancora oggi, come dimostrano i 17 casi verificatisi in Romania all’inizio dell’anno. Anche se oggi considerata una malattia relativamente benigna, negli ultimi 150 anni si stima che il morbillo abbia ucciso circa 200 milioni di persone in tutto il mondo. Si decise di puntare all’eradicazione della patologia quando ci si accorse che il numero delle morti era oggettivamente elevato e che per contrastarle era disponibile uno strumento economico (circa 1 dollaro), sicuro, efficace e che offre copertura permanente, come il vaccino. Con la vaccinazione la mortalità per morbillo è diminuita del 75 per cento e sono state salvate 20 milioni di vite. Non dimentichiamo, infine, che le coperture vaccinali necessarie per eliminare morbillo e rosolia permettono di proteggere le popolazioni più deboli che non possono ricevere il vaccino».

 

Fonte: Dica33

MoRoNet la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia. Il 20 marzo 2017 a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità il convegno che ufficializza la costituzione del network.

Al fine di rafforzare le azioni previste dal Piano di Eliminazione per Morbillo e la Rosolia, malattie ancora causa di decessi in Europa e per le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha previsto l’eradicazione, nel 2016 parte il progetto CCM del Ministero della Salute “Verso l’eliminazione di morbillo e rosolia: realizzazione di una rete di laboratori sub-nazionali (MoRoNet) coordinata dal Laboratorio di Riferimento Nazionale–OMS” per la costituzione di Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia denominata MoRoNet.

La Rete coordinata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per il Morbillo e Rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità nasce per rispondere agli standard esigiti dall’OMS relativi alla sorveglianza di laboratorio per le due malattie.

Il convegno organizzato dall’LNR vedrà la partecipazione del Ministero della Salute, della Commissione di Verifica Nazionale e dei responsabili dei Servizi di Prevenzione e dei Laboratori di Riferimento Regionali.

Obbiettivo sarà quello di ufficializzare la costituzione di MoRoNet nell’ambito delle azioni previste dal Piano di Eliminazione Nazionale, illustrando nell’arco di tre sessioni le sue finalità, i ruoli e le funzioni degli attori coinvolti ed il processo che ha portato all’accreditamento dei laboratori regionali che ne fanno parte.

L’Italia quindi si appresta a dotarsi dell’ausilio di un sistema di sorveglianza sensibile e specifico, in grado di rilevare ed identificare tempestivamente i casi e i focolai di morbillo e rosolia, nonché essenziale per monitorare l’efficacia dei programmi di vaccinazione.

MoRoNet assieme al raggiungimento delle coperture vaccinali previste dal Piano di Eliminazione permetterà al Paese di raggiungere l’eliminazione di morbillo e rosolia.

INCREMENTO CASI MORBILLO IN ITALIA. LORENZIN: “INTERVENIRE RAPIDAMENTE PER PIENA APPLICAZIONE PIANO VACCINI”

Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia.

A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%.

La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della la metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni.

Sono stati notificati anche diversi casi a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari.

Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – sottolinea il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”.

“È ora indispensabile – precisa – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

“Il Ministero – conclude – attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

Fonte: Ministero della Salute

Nasce il network globale dell’OMS Vaccine Safety Net (VSN). Parola d’ordine verificare la fonte. I siti web inseriti nella rete VSN e convalidati dall’OMS forniscono informazioni attendibili sulla sicurezza dei vaccini.

Quando le persone hanno bisogno di consigli su temi quali la salute, la carriera, o i rapporti, il primo posto dove spesso vanno a cercare è internet. Lo stesso vale quando i genitori e gli operatori sanitari sono alla ricerca di informazioni credibili sul fatto che i vaccini sono sicuri per i loro figli.

Fonte: World Health Organization

Morbillo il numero dei casi in forte crescita.

Nel mese di gennaio 2017 è stato registrato un aumento dei casi di morbillo rispetto ai mesi precedenti e a gennaio 2016. Sono stati segnalati 238 casi in 15 Regioni/PA, di cui la maggior parte (83,2%) in sole quattro Regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana. Il Piemonte ha riportato il tasso d’incidenza più elevato (1,6 casi/100.000 abitanti). Sono stati segnalati focolai nosocomiali, nelle scuole (incluso un asilo nido) e nelle famiglie.

Fonte: Epicentro – Istituto Superiore di Sanità

Lorenzin, con nuovi Lea migliaia prestazioni per cittadini. Sono state aggiunte 110 nuove malattie rare

ROMA – Sono migliaia le prestazioni a favore dei cittadini offerte anche grazie ai nuovi Lea, i livelli essenziali di assistenza. A evidenziarlo, a “Unomattina”, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
“Per l’aggiornamento dei Lea e del nomenclatore ci abbiamo messo due anni e mezzo. C’è un lavoro tecnico enorme dietro.

Quando ho cominciato – ha sottolineato – mi hanno detto che non si poteva fare, che era impossibile, anche perchè erano 15 anni che i Lea non venivano aggiornati, il nomenclatore 20”. “Sono migliaia – ha aggiunto – le prestazioni a favore dei cittadini in tutta Italia. Per la procreazione assistita omologa ed eterologa saranno a carico dell’Ssn anche tutti gli esami diagnostici ed è una cosa estremamente importante. Intanto le famiglie avranno la possibilità di accedere alla Pma nel pubblico ed estendendo le prestazioni. Fino ad oggi non era solo il problema del trattamento, che già era molto costoso, ma di tutti gli esami che c’erano prima. A volte una coppia è arrivata a spendere 40-50-60 mila euro per una gravidanza”.

Riguardo alle malattie rare, il ministro ha ricordato che “sono state aggiunte 110 nuove malattie e gruppi”. “Non essendo stati aggiornati i Lea da 15 anni, per tante nuove malattie scoperte e classificate nella maggior parte delle regioni d’Italia non era prevista una copertura – ha proseguito -. In questo modo abbiamo uniformato il territorio nazionale, indipendentemente dall’esito del referendum, e soprattutto abbiamo fatto un comitato tecnico permanente e ogni anno aggiorneremo i Lea”.

“Abbiamo inserito anche l’endometriosi – ha concluso – e c’è anche il nomenclatore delle protesi (apparecchi per chi non sente, le carrozzine o le protesi) che verrà aggiornato in modo costante”.

Lorenzin, vaccini arma numero 1 contro malattie anche mortali
ROMA – La vaccinazione è l’arma numero uno di difesa contro molte malattie di cui si può ancora morire, come ad esempio il morbillo. A evidenziarlo, nella trasmissione “Unomattina”, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Si allarga la gamma di vaccinazioni gratuite e soprattutto nel nuovo piano nazionale vaccinale oltre ai vaccini c’è una grande campagna di informazione e formazione – ha spiegato il ministro – di informazione per i genitori, raccomandiamo di non aver paura della vaccinazione che è l’arma numero uno che abbiamo contro patologie importanti e di cui purtroppo si può ancora morire come il morbillo, e nei confronti dei pediatri e dei medici di medicina generale di formazione, campagne che li convolgono proprio per aiutarci ad allargare le vaccinazioni nel nostro Paese”.

“Abbiamo avuto anche casi allarmanti – ha ricordato Lorenzin – penso a Rimini dove la copertura era scesa addirittura sotto il 70%. Per l’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, dobbiamo stare sopra il 95% per avere quello che si chiama l’effetto di immunità di gregge, una popolazione talmente tanto vaccinata per cui anche chi non può essere vaccinato è al sicuro da patologie mortali”. Per convincere contro i ‘falsi storici’ relativi ai vaccini è importante secondo il ministro “propagandare il metodo scientifico, rifare cultura scientifica, spiegando che per ogni scoperta, ogni trattamento non c’è niente di misterioso. Tutto il mondo scientifico mondiale in modo libero verifica se quel trattamento o quella scoperta funzionano veramente. Questa è la base del mondo moderno e grazie alla quale ogni anno abbiamo nuove ricerche e nuove prestazioni che ci permettono di vivere bene”.

 

Fonte: Ansa

“I vaccini obbligatori per tutti”, le Regioni per una legge nazionale

UNA LEGGE nazionale che “in tempi brevi” stabilisca l’obbligatorietà dei vaccini per l’accesso dei bambini ai nidi e alla scuola materna, su tutto il territorio nazionale, sembra più vicina. Su questo obiettivo, da realizzare in tempi brevi, si sono confrontati il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e gli assessori delle Regioni e delle Province autonome. Non è un accordo, ha precisato il ministero della Salute, ma un percorso che sembra però ormai tracciato con un forte supporto delle Regioni, che porterà il ministro della Salute a confrontarsi con il ministro dell’Istruzione e della ricerca scientifica e degli altri colleghi di governo, per andare appunto avanti sulla formulazione e presentazione di un provvedimento nazionale.

L’orientamento manifestato dalle Regioni segue la decisione presa da Toscana e Emilia-Romagna che hanno da poco approvato due leggi per rendere obbligatorie le vaccinazioni per i bambini che si iscrivono al nido o alla materna. Anche Trieste ha preso un provvedimento analogo e in questa direzione si stanno muovendo anche Lazio e Puglia. Una stretta decisa dopo l’allarme provocato dai recenti casi di meningite.

Quasi tutte le Regioni, tranne la Lombardia, sono a favore di una legge nazionale. L’obiettivo è evitare provvedimenti ‘a macchia di leopardo’ e garantire l’uniformità dell’offerta vaccinale sul territorio. In generale, spiegaAntonio Saitta, assessore della regione Piemonte e coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, l’incontro “ha consentito di porre le basi per garantire un’applicazione omogenea del piano su tutto il territorio nazionale. Le nuove vaccinazioni contenute nel piano sono comprese nei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) e conseguentemente, come è emerso nel colloquio con il ministro, si pone l’esigenza di una condivisione Stato-Regioni del percorso applicativo”.

Ma c’è di più, ricorda Saitta, quella di un’Anagrafe vaccinale nazionale. “Le Regioni hanno proposto al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, non soltanto una legge nazionale che renda obbligatorie le vaccinazioni ma anche  un’Anagrafe vaccinale nazionale. L’obiettivo e’ che ogni Regione abbia la sua banca dati dalla quale risultino tutti i bambini e gli adulti che si sono gia’ vaccinati, quelli che ancora non lo hanno fatto, e quali conseguenze ha prodotto il vaccino, in modo da poter disporre di un quadro epidemiologico completo”.

Saitta ha precisato che l’esigenza di una legislazione nazionale e’ nata dopo che l’Emilia Romagna ha approvato una legge che rende obbligatoria la vaccinazione per l’iscrizione agli asili nido. “Ci siamo detti che questo era un tema tipico da legislazione nazionale, per evitare il federalismo a macchia di leopardo. Lo abbiamo chiesto al ministro e lei ci ha mostrato grande interesse”.

Un risultato considerato positivo anche dal presidente  dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi: si fa “chiarezza anche sull’importanza della vaccinazione per la tutela della salute collettiva e sottolinea il valore etico di un presidio che resta un atto di responsabilita’ soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione piu’ fragili come i bambini, gli anziani o le persone immunodepresse soprattutto nelle comunita’ ristrette come per esempio le aule scolastiche – ha detto Ricciardi – . Per il resto della popolazione, in una sanita’ fortemente regionalizzata, e’ un passo in avanti anche nell’equita’ dell’accesso alla prevenzione di malattie importanti che rischiano altrimenti di riemergere”.

Nel suo intervento, l’assessore Saitta ha ricordato l’importanza di un calendario vaccinale che stabilisca le priorità e la tempistica delle somministrazioni, in modo progressivo e graduale. Un obiettivo da raggiungere nello stesso momento in cui si ripartiranno le risorse stanziate a riguardo, 100 milioni di euro, dalla legge di bilancio. Nell’incontro tra ministero e Regioni sul tavolo c’era anche il tema dei Lea e si è deciso di definire al più presto le tariffe massime per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del servizio sanitario nazionale.

 

Fonte: repubblica.it

Vaccini. Iss: “Accordo storico Stato-Regioni per renderli obbligatori”

(Agenparl) – 27 gennaio 2017 – Come riporta InTerris, on line international newspaper, in un pezzo di Daniele Vice che riportiamo, l’accordo sui vaccini ha riscosso un grande plauso. Ecco quanto scrive il professionista

Stato e Regioni hanno raggiunto “un accordo storico” per una “nuova legge che renda obbligatorie tutte le vaccinazioni previste nel Piano di prevenzione vaccinale 2017-19 su tutto il territorio nazionale”. L’annuncio arriva dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Riccardi, sottolineando come l’intesa sia stata raggiunta “all’unanimità, con il consenso di tutte le regioni”. L’obiettivo è dunque rendere obbligatorie le vaccinazioni per l’accesso a nidi e scuole materne.

“Sono molto soddisfatto che un accordo per l’obbligo delle vaccinazioni sia stato approvato all’unanimità: ci sono state infatti delle regioni, come Emilia, Friuli Venezia Giulia e Toscana – ha spiegato Ricciardi all’Ansa – che sono state più coraggiose e per prime hanno deciso per l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola materna, ma ora si decide di prendere un’iniziativa a livello nazionale e questo è storico“. In questo modo, sottolinea Ricciardi, “si supera finalmente la confusione che ancora esiste tra la gente tra vaccinazioni obbligatorie e consigliate: va infatti chiarito in modo definitivo che tutte le vaccinazioni, dal momento che salvano vite umane, sono obbligatorie, sia da un punto di vista etico che scientifico”.

Fugati i dubbi

L’accordo, ha rilevato il presidente dell’Iss, “ha avuto l’unanimità e ciò significa che sono superate le remore di alcune regioni sull’opportunità dell’obbligatorietà delle vaccinazioni. Ora – ha affermato – sarà approntato un provvedimento che sarà presentato al Parlamento”. Si tratta dunque, secondo Ricciardi, di un grande passo avanti sul fronte della tutela della salute, concetto che il presidente dell’Iss sottolinea anche in un tweet: “Accordo storico tra Lorenzin e regioni italiane – scrive – per obbligo vaccini del nuovo Piano: chiarezza per cittadini e protezione dei più deboli”.

Tra le profilassi che saranno offerte gratuitamente dal Ssn, in virtù del nuovo Piano di Prevenzione Vaccinale, ci sono Anti Pneumococco e Zoster per gli anziani, anti Meningococco b, Rotavirus e Varicella per i più piccoli, anti Papillomavirus anche agli adolescenti maschi.

Bambini

Nel primo anno di vita saranno introdotti i vaccini gratuiti contro il Meningococco b, batterio pericoloso che può provocare casi letali di meningite, e il rotavirus, che è causa di gastroenteriti molto forti che possono avere conseguenze gravi nei più piccoli. Per l’antimeningococco b (attualmente a pagamento in quasi tutte le regioni) la prima dose si effettua a partire dai tre mesi di vita, con richiami a seguire. Per il rotavirus, a partire dalla sesta settimana di vita, insieme con tutti gli altri vaccini previsti per i primi mesi di vita. Nel secondo anno di vita invece si potrà fare quello contro la Varicella (oggi gratuito solo in 8 regioni), malattia che in rari casi può provocare complicanze e richiedere ricovero ospedaliero. Il vaccino si effettua dai 13-15 mesi di vita, anche insieme a quello per morbillo, rosolia e parotite, con richiami a seguire.

Teenager

Il vaccino contro il Papillomavirus (Hpv), oggi gratuito per le adolescenti, sarà esteso anche ai ragazzi maschi, per riuscire a debellare la diffusione del virus che è la più frequente causa di tumore alla cervice dell’utero e alla bocca. Ai teenager verrà poi offerto il meningo tetravalente, ovvero che protegge contro il meningococco dei ceppi A, C, W, Y, alcuni dei quali diffusi soprattutto in continenti extraeuropei.

Anziani

Viene introdotto gratuitamente il vaccino contro l’Herpes Zoster, causa del più noto Fuoco di sant’Antonio, in grado di ridurre del 65% i casi di nevralgia, una delle complicanze piu’ frequenti e debilitanti della malattia. Sarà poi offerto, in tutte le regioni (superando la frammentazione territoriale oggi registrata) il vaccino contro lo pneumococco, che protegge sia contro la polmonite che contro la meningite, una complicanza in alcuni casi associata. Inoltre il Piano sottolinea un “rinnovato impegno” nel promuovere la vaccinazione antinfluenzale per persone con 65 anni o più. Novità che ovviamente si aggiungono all’offerta vaccinale già disponibile, per la quale il nuovo piano innalza gli obiettivi di copertura: ovvero l’esavalente (anti difterite, tetano, pertosse, polio, epatite b ed haemophilus influenzae) e il trivalente (Morbillo, Parotite e Rosolia) e il Meningococco c. Tra gli obiettivi del documento, inoltre, mantenere lo stato polio-free, raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free, aumentare l’adesione consapevole, contrastare le disuguaglianze, promuovere una cultura delle vaccinazioni.

 

Fonte: agenparl

Epidemia di morbillo in Romania: 14 bambini morti e 2.300 contagiati

Roma, 26 gen. (askanews) – Nell’ultima settimana sono stati registrati 14 decessi di bambini per il morbillo. L’ultima vittima ha 8 mesi, secondo quanto si apprende dalla stampa romena che segnala che il vaccino è irreperibile nonostante il ministero della Salute abbia registrato negli ultimi sette giorni 2.300 casi di contagio e abbia fornito 300mila dosi.Il Centro nazionale di sorveglianza e controllo per le malattie infettive ha pubblicato venerdì scorso gli ultimi dati ufficiali, secondo cui in Romania la settimana scorsa si contavano 2.319 casi di morbillo e tra questi ci sono stati 14 morti. Il neonato di otto mesi, morto all’ospedale “Victor Babes” di Timisoara lunedì sera, ha sofferto di un’insufficienza respiratoria e complicazioni polmonari, è stato ricoverato e ventilato meccanicamente.Nella provincia di Arad sono state confermate cinque vittime dell’epidemia, a Timis e Dolj altre tre, due a Caras-Severin e una a Bucarest. Si sospetta che ci sia una quindicesima vittima ma si attendono gli esami di laboratorio per stabilire la causa della morte.L’epidemia è stata confermate in 34 dei 41 distretti in cui è suddiviso il Paese, la maggioranza dei casi, però, si concentrano ad Arad (519), Caras-Severin (491) e Timis (325), tutti e tre nella zona occidentale del Paese al confine con la Serbia e l’Ungheria.La sezione pediatrica dell’Ospedale Judetean di Resita è stato messo in quarantena per l’alto numero di contagi: 60 bambini hanno manifestato i sintomi del morbillo e due sono morti. A causa dell’elevato numero di vittime dell’epidemia è stato limitato anche il numero dei visitatori ammessi.In Romania le vaccinazioni non sono obbligatorie e recentemente è cresciuto il fronte dei genitori che decidono di non vaccinare i propri figli. Esiste un calendario di vaccinazioni gratuite e raccomandate, come quelle nei primi giorni di vita contro l’epatite B, a due mesi l’esavalente e l’anti-pneumococco (che può fare il medico di famiglia), a un anno il vaccino contro parotite, rosolia e morbillo.In seguito al verificarsi dell’epidemia di morbillo il ministero della Salute romeno ha modificato lo schema di vaccinazioni e ha anticipato la prima dose del vaccino contro morbillo, rosolia e parotite a nove mesi invece che a un anno di età. “Ci sono 300mila dosi di vaccino a livello nazionale che saranno distribuite a i medici di base”, ha spiegato il portavoce del minsitero Valentin Popescu invitando alla vaccinazione.E mentre ancora non si parla di psicosi o di emergenza, resta alta l’allerta anche per i Paesi vicini. Alla fine del 2016 l’Oms e l’Unicef avevano alzato il livello di allarme sull’Ucraina e sui Paesi dell’Europa centro-orientale. In particolare l’Unicef e l’Oms avevano avvertito il governo di Kiev di ripristinare lo schema di vaccinazioni obbligatorie, il più scarso a livello mondiale, per evitare possibili epidemie di polio, rosolia e morbillo all’inizio del 2017.

 

Fonte: Tiscali

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