Epidemia di morbillo in Italia, aggiornamenti

I dati pubblicati sull’ultimo bollettino settimanale del 26 settembre 2017 a cura del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità riguardo l’epidemia di morbillo in corso indicano che in Italia dall’inizio dell’anno fino al 24 settembre 2017 sono stati registrati 4575 casi di morbillo e 4 decessi.

L’incidenza maggiore si è verificata tra i bambini al di sotto dell’anno di età e la classe d’età più colpita resta quella tra i 15-39 anni, mentre l’età mediana è di 27 anni.
Le regioni con maggiore segnalazione di casi restano il Lazio, il Piemonte e la Lombardia.
Infine, 300 casi si sono verificati tra gli operatori sanitari.

Fonte: Ministero della Salute, Sistema di Sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia

Decreto vaccini, nuove indicazioni operative

 

Il Ministero della Salute ha emanato la Circolare 16 agosto 2017 con le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto legge n. 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119.

La circolare contiene i modelli per l’autodichiarazione e una tabella di ausilio per il controllo dell’adempimento delle vaccinazioni obbligatorie. La norma sostituisce le indicazioni fornite con la Circolare 12 giugno 2017.

Il Ministero ha emanato, inoltre, la Circolare 14 agosto 2017 che fornisce indicazioni operative su quattro vaccinazioni raccomandate per i minori di età compresa tra zero e 16 anni: anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus.

Le vaccinazioni sono offerte gratuitamente dalle Asl, in base a specifiche indicazioni del calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita.

 

Fonte: Ministero della Salute

Morbillo: perché i nostri atleti non sono vaccinati?

Mentre l’epidemia sembra rallentare, a Roma muore una bimba di 16 mesi affetta da morbillo e la nazionale di pallanuoto perde tre pedine fondamentali per aver contratto la malattia.
L’eliminazione del morbillo rappresenta un obbiettivo prioritario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in Europa 37 su 53 Paesi hanno interrotto la circolazione del virus. Per raggiungere l’obbiettivo di eliminazione serve un tasso di vaccinazione superiore al 95% con due dosi di vaccino e per tutte le età. Quindi, sorge spontaneo chiedersi perché il nostro Paese non vaccini i suoi atleti. Intanto prosegue in Senato la discussione sul decreto vaccini che entro il 6 agosto dovrebbe essere tramutato in legge.

Approfondisci: “Morbillo, gli atleti non sono immuni. Rischio massimo tra i 20 e i 30 anni”.

Morbillo: 15th Global Measles and Rubella Laboratory Network Meeting – WHO Ginevra

Concluso il 15th Global Measles and Rubella Laboratory Network Meeting tenutosi a Ginevra presso la sede dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il meeting ha visto la partecipazione del dottor Fabio Magurano responsabile della Rete Nazionale dei Laboratori di Riferimento per il Morbillo e la Rosolia MoRoNet. All’appuntamento hanno partecipato i rappresentanti delle sei regioni OMS per condividere e discutere risultati e prospettive della sorveglianza di laboratorio nell’ambito del Piano di Eliminazione di morbillo e rosolia.

Il dottor Magurano è stato chiamato ad illustrare le tappe che hanno portato alla realizzazione della Rete come modello da esportare anche in altri Paesi dell’OMS. MoRoNet, coordinata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento per il Morbillo e la Rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità, garantisce al Paese un sistema di sorveglianza di laboratorio sensibile e performante secondo quanto richiesto dall’OMS che permette di confermare i casi e stabilire il ceppo virale responsabile.

Moronet: la Rete Nazionale dei Laboratori di Riferimento per il Morbillo e la Rosolia
www.moronetlab.it

Roma, morta di morbillo bimba non vaccinata

Un altro decesso per morbillo di un bambino italiano, questa volta a Roma. Si tratta di una bimba di 9 anni, morta ad aprile scorso all’ospedale Bambino Gesù. Il caso è stato inserito solo ora nel registro di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità. La bambina soffriva di una malattia genetica complessa. E non era stata vaccinata.
La bambina, spiegano dall’ospedale pediatrico del Gianicolo, soffriva di una cromosomopatia, una malattia genetica complessa. “Era in cura da noi per questa patologia – spiega all’Adnkronos Salute Alberto Villani, primario di Pediatria del Bambino Gesù e presidente della Società italiana di pediatria – è arrivata in pronto soccorso con febbre alta e un quadro che ha portato al ricovero in terapia intensiva per 10 giorni. Qui è stata fatta la diagnosi di morbillo”.
“La morte – aggiunge – è stata causata da insufficienza multiorgano. Era una bimba in condizioni di grande fragilità, e non era stata vaccinata. Questo perché, con il clima che c’è, diventa complicato per i genitori impauriti dalle fake news vedere la vaccinazione come un’opportunità”.

Villani è molto chiaro: “Per la bimba la vaccinazione non era sconsigliata, ma anzi doppiamente indicata. Solo che viviamo una situazione inverosimile e paradossale in cui, come è accaduto a Monza al collega Biondi, si può vincere una battaglia contro il tumore ma si perde quella contro una malattia infettiva come il morbillo, che può essere prevenuta dal vaccino”. Villani non nasconde la sua amarezza. “Speriamo che migliori la cultura sanitaria e che situazioni drammatiche come queste non si verifichino più”. Dal 1 gennaio 2017 al 18 giugno – come riferisce l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità – sono 3.074 i casi di morbillo segnalati nel nostro Paese, di cui 979 proprio nel Lazio, regione da numeri record in Italia.

LA NOTA – “Una bambina di 9 anni affetta da sindrome genetica è deceduta ad aprile al Bambino Gesù per insufficienza respiratoria e di altri organi in corso di infezione da morbillo (multiorgan failure)”, si legge nella nota diffusa dall’ospedale. “La bambina presentava una malattia cronica di base con compromissione neurologica e infezioni respiratorie ricorrenti. Le persone con malattie croniche di base, quali quelle presentate dalla paziente, hanno un rischio più elevato di avere forme gravi di morbillo, infezione la cui mortalità è pari a 0,5-1 caso ogni 1000 malati. La bambina, non vaccinata, era giunta in Ospedale già affetta da morbillo ed era stata ricoverata in Terapia Intensiva per la necessità di assistenza respiratoria. Dal 1 gennaio 2017 a oggi al Bambino Gesù si sono registrati oltre 70 ricoveri per morbillo”.

 

Fonte: AKS, venerdì 30 giugno 2017

Vaccinazioni, i dati 2016: in calo le coperture vaccinali dall’infanzia all’adolescenza.

Il Ministero della Salute rende noti i dati sulle coperture vaccinali 2016 relativamente ai bambini di 24 mesi, 36 mesi, 5-6 anni e per la prima volta i dati sugli adolescenti di 16 e di 18 anni. Le coperture vaccinali rappresentano l’indicatore per eccellenza delle strategie vaccinali, poiché forniscono informazioni in merito alla loro reale implementazione sul territorio e sull’efficienza del sistema vaccinale.

Sebbene universalmente la vaccinazione sia considerata uno strumento straordinariamente efficace e sicuro per la prevenzione delle malattie infettive, dal 2013 le coperture vaccinali mostrano un andamento in diminuzione, indicativo di una minore adesione ai programmi in atto e una minore fiducia della popolazione nei confronti di questa arma di prevenzione: si è passati, infatti, da valori di copertura vaccinale anti-polio di 96,1% nel 2011 a 93,4% nel 2015.

Questi e gli altri valori di copertura vaccinale registrati hanno destato e destano grande preoccupazione poiché il 95% è la soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per limitare la circolazione di questi virus e batteri nella collettività e ottenere anche la cosiddetta immunità di gregge (o di popolazione o heard immunity): infatti, se almeno il 95% della popolazione è vaccinata, si proteggono indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non è stato possibile sottoporre alla vaccinazione.

I dati 2016

Nel 2016 in tutta Italia si sono fatti molteplici sforzi per rendere la vaccinazione più accessibile e per riconquistare la fiducia della popolazione, anche attraverso molti interventi comunicativi sia in modo tradizionale, con campagne locali, sia sui social media con il contributo di istituzioni, società scientifiche, esperti e anche cittadini particolarmente motivati.

Alcuni risultati positivi si intravedono nella copertura a 24 mesi dell’anno 2016 (relativa ai bambini nati nell’anno 2014) nei confronti del morbillo; tuttavia, per altri vaccini i dati sono deludenti e la loro valutazione ha condotto alla decisione di modificare completamente l’approccio alle strategie di offerta vaccinale e a considerare il calo delle coperture una vera e propria emergenza da fronteggiare.

Nel 2016 le coperture vaccinali a 24 mesi per anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B sono ancora ben al di sotto del valore del 95%, con un valore medio nazionale (93,3%) di poco inferiore a quello del 2015 (93,4%) ma con un trend in diminuzione in alcune regioni.

Sebbene esistano importanti differenze tra le regioni, solo 6 riescono a superare la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre 8 sono addirittura sotto il 93%.

In calo anche le coperture medie per pneumococco (88,4% nel 2016 vs 88,7% nel 2015), mentre, probabilmente per il grande clamore mediatico suscitato dall’aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco C in Toscana, le coperture nei confronti del meningococco C sono cresciute di 4 punti percentuali passando da 76,6% nel 2015 a 80,7% nel 2016.

Inoltre, sebbene i dati di copertura vaccinale nei confronti di morbillo e rosolia mostrino un trend in aumento, passando dall’85,3% del 2015 all’87,3% nel 2016, l’obiettivo di eliminare il morbillo dalla regione europea dell’OMS è fissato per il 2020 e la copertura ideale – di almeno il 95% – appare difficile e lontano. L’epidemia di morbillo partita nei primi mesi del 2017, che ha causato più di 2700 casi (inclusi quasi 1100 ricoveri), con un coinvolgimento nella catena di trasmissione anche di giovani adulti, operatori sanitari e personale scolastico ha dato un segnale molto forte sull’impatto negativo delle basse coperture vaccinali e sull’accumulo di soggetti suscettibili.

Il trend generale negativo è confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali a 36 mesi per l’anno 2016 (relative ai bambini nati nell’anno 2013). Questo dato è utile soprattutto a monitorare la quota di bambini ritardatari, cioè che erano inadempienti alla rilevazione vaccinale dell’anno precedente e che sono stati recuperati, se pur, appunto, in ritardo. Si ritiene opportuno sottolineare che l’effettuazione delle vaccinazioni in ritardo, rispetto ai tempi previsti dal Calendario vaccinale, espone questi bambini ad un inutile rischio di malattie infettive, più frequenti e gravi nei primissimi anni di vita. Le coperture a 36 mesi mostrano valori leggermente più alti rispetto a quelle rilevate per la medesima coorte di nascita a 24 mesi l’anno precedente: ad esempio, la coorte di nascita 2013 a aveva una copertura vaccinale pari a 93,4% a 24 mesi e a 94,1% a 36 mesi. Il recupero è limitato e il 95% viene raggiunto solo per l’Haemophilus influenzae tipo b. Si sottolinea che eventuali confronti tra le coperture a 24 e a 36 mesi devono essere fatti considerando sempre la stessa coorte di nascita.

Insieme alle coperture vaccinali per i cicli di base, vengono pubblicate anche quelle per i richiami in età pre-scolare, generalmente somministrati a 5-6 anni.

Inoltre, per la prima volta quest’anno, vengono pubblicate le coperture per le vaccinazioni effettuate nell’adolescenza che, come da Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2012-2014, sono: richiamo nei confronti di difterite, tetano e pertosse; eventuale recupero (1° e/o 2° dose) della vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia; vaccino anti-meningococco C e tetravalente ACYW (usati alternativamente); vaccinazione anti-epatite A. La rilevazione è stata fatta su due coorti: i sedicenni e i diciottenni. Anche a questa età è necessario un maggiore impegno, in termini di migliorare l’offerta e l’accesso ai servizi e di aumentare la domanda di vaccinazione, per garantire coperture vaccinali più efficaci.

Inevitabilmente, la riduzione delle coperture vaccinali, se non arrestata, comporterà un accumulo di suscettibili elemento favorente la trasmissione di malattia da un caso all’altro e il verificarsi di focolai epidemici. Per malattie non presenti in Italia, ma potenzialmente re-introducibili, come la polio e la difterite, l’accumulo di suscettibili aumenta il rischio di casi sporadici sul nostro territorio, in presenza di importazioni di malati o portatori.

Consulta la tabella dati 2016:

Copertura a 24 mesi – PDF
Copertura a 36 mesi – PDF
Copertura a 5 – 6 anni – PDF
Copertura a 16 anni – PDF
Copertura a 18 anni – PDF
Approfondimento: le coperture vaccinali dell’età pediatrica e dell’adolescente – PDF

Fonte: Ministero della Salute

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