Vaccinazioni, i dati 2016: in calo le coperture vaccinali dall’infanzia all’adolescenza.

Il Ministero della Salute rende noti i dati sulle coperture vaccinali 2016 relativamente ai bambini di 24 mesi, 36 mesi, 5-6 anni e per la prima volta i dati sugli adolescenti di 16 e di 18 anni. Le coperture vaccinali rappresentano l’indicatore per eccellenza delle strategie vaccinali, poiché forniscono informazioni in merito alla loro reale implementazione sul territorio e sull’efficienza del sistema vaccinale.

Sebbene universalmente la vaccinazione sia considerata uno strumento straordinariamente efficace e sicuro per la prevenzione delle malattie infettive, dal 2013 le coperture vaccinali mostrano un andamento in diminuzione, indicativo di una minore adesione ai programmi in atto e una minore fiducia della popolazione nei confronti di questa arma di prevenzione: si è passati, infatti, da valori di copertura vaccinale anti-polio di 96,1% nel 2011 a 93,4% nel 2015.

Questi e gli altri valori di copertura vaccinale registrati hanno destato e destano grande preoccupazione poiché il 95% è la soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per limitare la circolazione di questi virus e batteri nella collettività e ottenere anche la cosiddetta immunità di gregge (o di popolazione o heard immunity): infatti, se almeno il 95% della popolazione è vaccinata, si proteggono indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non è stato possibile sottoporre alla vaccinazione.

I dati 2016

Nel 2016 in tutta Italia si sono fatti molteplici sforzi per rendere la vaccinazione più accessibile e per riconquistare la fiducia della popolazione, anche attraverso molti interventi comunicativi sia in modo tradizionale, con campagne locali, sia sui social media con il contributo di istituzioni, società scientifiche, esperti e anche cittadini particolarmente motivati.

Alcuni risultati positivi si intravedono nella copertura a 24 mesi dell’anno 2016 (relativa ai bambini nati nell’anno 2014) nei confronti del morbillo; tuttavia, per altri vaccini i dati sono deludenti e la loro valutazione ha condotto alla decisione di modificare completamente l’approccio alle strategie di offerta vaccinale e a considerare il calo delle coperture una vera e propria emergenza da fronteggiare.

Nel 2016 le coperture vaccinali a 24 mesi per anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B sono ancora ben al di sotto del valore del 95%, con un valore medio nazionale (93,3%) di poco inferiore a quello del 2015 (93,4%) ma con un trend in diminuzione in alcune regioni.

Sebbene esistano importanti differenze tra le regioni, solo 6 riescono a superare la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre 8 sono addirittura sotto il 93%.

In calo anche le coperture medie per pneumococco (88,4% nel 2016 vs 88,7% nel 2015), mentre, probabilmente per il grande clamore mediatico suscitato dall’aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco C in Toscana, le coperture nei confronti del meningococco C sono cresciute di 4 punti percentuali passando da 76,6% nel 2015 a 80,7% nel 2016.

Inoltre, sebbene i dati di copertura vaccinale nei confronti di morbillo e rosolia mostrino un trend in aumento, passando dall’85,3% del 2015 all’87,3% nel 2016, l’obiettivo di eliminare il morbillo dalla regione europea dell’OMS è fissato per il 2020 e la copertura ideale – di almeno il 95% – appare difficile e lontano. L’epidemia di morbillo partita nei primi mesi del 2017, che ha causato più di 2700 casi (inclusi quasi 1100 ricoveri), con un coinvolgimento nella catena di trasmissione anche di giovani adulti, operatori sanitari e personale scolastico ha dato un segnale molto forte sull’impatto negativo delle basse coperture vaccinali e sull’accumulo di soggetti suscettibili.

Il trend generale negativo è confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali a 36 mesi per l’anno 2016 (relative ai bambini nati nell’anno 2013). Questo dato è utile soprattutto a monitorare la quota di bambini ritardatari, cioè che erano inadempienti alla rilevazione vaccinale dell’anno precedente e che sono stati recuperati, se pur, appunto, in ritardo. Si ritiene opportuno sottolineare che l’effettuazione delle vaccinazioni in ritardo, rispetto ai tempi previsti dal Calendario vaccinale, espone questi bambini ad un inutile rischio di malattie infettive, più frequenti e gravi nei primissimi anni di vita. Le coperture a 36 mesi mostrano valori leggermente più alti rispetto a quelle rilevate per la medesima coorte di nascita a 24 mesi l’anno precedente: ad esempio, la coorte di nascita 2013 a aveva una copertura vaccinale pari a 93,4% a 24 mesi e a 94,1% a 36 mesi. Il recupero è limitato e il 95% viene raggiunto solo per l’Haemophilus influenzae tipo b. Si sottolinea che eventuali confronti tra le coperture a 24 e a 36 mesi devono essere fatti considerando sempre la stessa coorte di nascita.

Insieme alle coperture vaccinali per i cicli di base, vengono pubblicate anche quelle per i richiami in età pre-scolare, generalmente somministrati a 5-6 anni.

Inoltre, per la prima volta quest’anno, vengono pubblicate le coperture per le vaccinazioni effettuate nell’adolescenza che, come da Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2012-2014, sono: richiamo nei confronti di difterite, tetano e pertosse; eventuale recupero (1° e/o 2° dose) della vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia; vaccino anti-meningococco C e tetravalente ACYW (usati alternativamente); vaccinazione anti-epatite A. La rilevazione è stata fatta su due coorti: i sedicenni e i diciottenni. Anche a questa età è necessario un maggiore impegno, in termini di migliorare l’offerta e l’accesso ai servizi e di aumentare la domanda di vaccinazione, per garantire coperture vaccinali più efficaci.

Inevitabilmente, la riduzione delle coperture vaccinali, se non arrestata, comporterà un accumulo di suscettibili elemento favorente la trasmissione di malattia da un caso all’altro e il verificarsi di focolai epidemici. Per malattie non presenti in Italia, ma potenzialmente re-introducibili, come la polio e la difterite, l’accumulo di suscettibili aumenta il rischio di casi sporadici sul nostro territorio, in presenza di importazioni di malati o portatori.

Consulta la tabella dati 2016:

Copertura a 24 mesi – PDF
Copertura a 36 mesi – PDF
Copertura a 5 – 6 anni – PDF
Copertura a 16 anni – PDF
Copertura a 18 anni – PDF
Approfondimento: le coperture vaccinali dell’età pediatrica e dell’adolescente – PDF

Fonte: Ministero della Salute

Decreto legge vaccini, circolare con prime indicazioni operative.

Il Ministero della salute ha emanato una Circolare con le prime indicazioni operative alle Regioni e Province autonome per l’attuazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”.

La circolare ribadisce che l’obiettivo del decreto legge è di rendere obbligatorie le vaccinazioni nei confronti di malattie a rischio epidemico, al fine di raggiungere e mantenere la soglia di copertura vaccinale del 95%, come raccomandato dall’OMS per garantire la “immunità di gregge”. E sottolinea al riguardo, l’importanza di una stretta collaborazione tra tutte le componenti dell’amministrazione statale e territoriale, e non solo del SSN, al fine di rendere effettivo l’obbligo vaccinale e garantire il bene della tutela della salute, individuale e collettiva.

Viene ribadito quanto previsto all’articolo 1 del Decreto legge: le vaccinazioni per le quali è introdotto l’obbligo sono gratuite in quanto già incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza. E si precisa che l’obbligo vaccinale riguarda altresì i minori stranieri non accompagnati, vale a dire i minorenni non aventi cittadinanza italiana o dell’Unione Europea che si trovano per qualsiasi causa nel territorio dello Stato.

Il recupero dei non vaccinati o dei vaccinati parzialmente, a cura delle ASL competenti, necessita di una valutazione da parte del sanitario. La ASL territorialmente competente ha un ruolo centrale nella prevenzione e nella verifica dell’inadempimento dell’obbligo vaccinale e nel percorso che da tale verifica prende avvio.

Consulta anche:
Circolare – PDF

Fonte: Ministero della Salute

Vaccinazioni, testo del decreto legge e guida alle nuove disposizioni.

La Ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha presentato nel corso di una conferenza stampa all’auditorium del Ministero della Salute il decreto legge in materia di prevenzione vaccinale per i minori da zero a 16 anni. Approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 maggio scorso, il decreto è stato firmato oggi dal Presidente della Repubblica. Le disposizioni in esso contenute saranno immediatamente vigenti dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale.

Hanno partecipato alla conferenza, a fianco della Ministra: Ranieri Guerra, direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto superiore di sanità (ISS) e Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’ISS, Roberta Siliquini, Presidente del Consiglio superiore di sanità, Mario Melazzini, direttore generale dell’AIFA.

“Obiettivo del decreto – ha ricordato la Ministra – raggiungere il livello di immunizzazione raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità, pari al 95% della popolazione, in modo da mettere in sicurezza il Paese”. Preoccupano, infatti, i dati sulle coperture vaccinali in calo, soprattutto per polio e morbillo, sia nei bambini fino a 24 mesi di età, ma soprattutto a 18 anni, quando il livello delle coperture vaccinali scende costantemente sotto il 70%, come sottolineato da Ranieri Guerra.

Tra le principali novità:

  • le vaccinazioni obbligatorie e gratuite passano da quattro a dodici: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella
  • le dodici vaccinazioni obbligatorie divengono un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (per i bambini da 0 a 6 anni)
  • la violazione dell’obbligo vaccinale comporta l’applicazione di significative sanzioni pecuniarie.

Le dodici vaccinazioni elencate devono essere tutte obbligatoriamente somministrate ai nati dal 2017.
Ai nati dal 2001 al 2016 devono essere somministrate le vaccinazioni contenute nel Calendario Vaccinale Nazionale relativo a ciascun anno di nascita. Precisamente:

  • i nati dal 2001 al 2004, devono effettuare (ove non abbiano già provveduto) le quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite) e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, raccomandate dal Piano Nazionale Vaccini 1999-2000
  • i nati dal 2005 al 2011, devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previsti dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Vaccini 2005-2007
  • i nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-meningococcica C, previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014
  • i nati dal 2017, devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-meningococcica C, l’antimeningococcica B e l’anti-varicella, previste dal Calendario vaccinale incluso nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019

Sono esonerati dall’obbligo di vaccinazione:

  • i soggetti immunizzati per effetto della malattia naturale. Ad esempio i bambini che hanno già contratto la varicella non dovranno vaccinarsi contro tale malattia
  • i soggetti che si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Ad esempio per i soggetti che abbiano avuto pregresse gravi reazioni allergiche al vaccino o ad uno dei suoi componenti

Per l’anno scolastico 2017-2018, sono dettate specifiche disposizioni transitorie per la fase di prima applicazione del decreto.

  • Entro il 10 settembre 2017, per l’avvenuta vaccinazione: può essere presentata la relativa documentazione oppure un’autocertificazione; per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia: deve essere presentata la relativa documentazione; coloro che sono in attesa di effettuare la vaccinazione: devono presentare copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’ASL.
  • Entro il 10 marzo 2018, nel caso in cui sia stata precedentemente presentata l’autocertificazione, deve essere presentata la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione

Sono previste campagne informative sui contenuti del decreto, iniziative di formazione al personale docente e di educazione degli alunni e degli studenti coinvolgendo anche le associazioni dei genitori.

Per approfondire:
Decreto-legge 07 giugno 2017, n 73 – PDF
Decreto-legge Prevenzione Vaccinale – PDF

Fonte: Ministero della Salute

MoRoNet: ufficializzata il 20 marzo 2017 la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia.

20 marzo 2017 – Si è tenuto, presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il convegno conclusivo del progetto CCM “Verso l’eliminazione di morbillo e rosolia: realizzazione di una rete di laboratori sub-nazionali (MoRoNet) coordinata dal laboratorio di Riferimento Nazionale-OMS”, al quale hanno preso parte Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Ministero della Salute e Commissione Nazionale di Verifica.
Durante il convegno è stata l’ufficializzata la neo costituita rete MoRoNet. La Rete, coordinata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per il Morbillo e Rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità, è nata con l’obbiettivo di rafforzare la sorveglianza di queste malattie nel nostro Paese in linea con quanto richiesto dall’OMS.
MoRoNet assieme al raggiungimento delle coperture vaccinali previste dal Piano di Eliminazione permetterà al Paese di raggiungere l’eliminazione di morbillo e rosolia.

Fonte: MoRoNet

Settimana Europea e Mondiale delle vaccinazioni (24 – 30 aprile 2017).

Vaccines work – I vaccini funzionano: con questa parola d’ordine parte la settimana della vaccinazione lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo con la  World Immunization Week (WIW) e in Europa con la European Immunization Week (EIW). Obbiettivo: sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sull’importanza della vaccinazione e sul ruolo fondamentale che questa pratica medica riveste per la salute dell’uomo in tutte le fasi della vita.

Grazie ai programmi di vaccinazione negli ultimi 30 anni abbiamo assistito ad una drastica riduzione del numero di malattie e di morti causate dalle malattie prevenibili da vaccinazione. La vaccinazione ha permesso nel 1977 di eradicare il vaiolo, mentre a partire dal 2002 la Regione Europea dell’OMS è stata certificata “polio free”, e tra  il 1993 e il 2007 ha ridotto il numero di casi di morbillo di oltre il 90%.

I vaccini sono una delle più importanti scoperte dell’ultimo secolo e la vaccinazione ha permesso di salvare milioni di vite. Tuttavia, a causa della bassa percentuale di copertura vaccinale, ben lontana dal 95% con due dosi di vaccino prevista dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, oggi il nostro Paese è investito da un’epidemia di morbillo. Con più di 1800 casi segnalati al sistema di sorveglianza integrata nel 2017, l’Italia, tra i 14 sui 53 Paesi europei dove il morbillo è ancora endemico,  è il Paese con il maggior numero di casi dopo la Romania.

Un’epidemia attesa date le basse coperture vaccinali, e che non possiamo considerare normale poiché  il morbillo è una malattia seria e, come Paese, abbiamo il dovere di rispettare il percorso di eliminazione di morbillo e rosolia previsto dall’OMS e inserito nel nostro Piano di Eliminazione Nazionale.

Quindi senza minimizzare, al di là di dichiarazioni mendaci, polemiche e articoli  avversi ai vaccini l’unica scelta intelligente e sana è quella di vaccinarsi e consigliare di farlo.

Materiale informativo e iniziative in corso:

http://www.who.int/campaigns/immunization-week/2017/animated-infographic-1000.gif?ua=1
http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/communications%20package%20italian.pdf
https://www.sip.it/in-evidenza/settimana-europea-vaccinazioni-esperti-sip-rispondono-ai-dubbi-dei-genitori

Morbillo in Italia: bollettino settimanale

4 aprile 2017 – Per monitorare e descrivere in modo tempestivo l’epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese da gennaio 2017, il ministero della Salute e l’Istituto superiore della sanità hanno avviato la produzione di un’infografica settimanale che fornisce una panoramica sulla distribuzione dei casi segnalati al Sistema di Sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia, per Regione, per fascia di età e stato vaccinale.

Di seguito i dati principali riportati nell’infografica N.2 che copre il periodo 1 gennaio 2017-2 aprile 2017:

  • 1333 casi segnalati dall’inizio dell’anno
  • quasi tutte le Regioni (19/21) hanno segnalato casi, ma il 93% proviene da sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia
  • l’88% dei casi era non vaccinato
  • la maggior parte dei casi è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni (58% nella fascia 15-39 anni e 16% negli adulti >39 anni), con un’età mediana dei casi pari a 27 anni
  • il 26% dei casi è stato segnalato in bambini nella fascia di età 0-14 anni; di questi, 77 avevano meno di un anno di età
  • 131 casi segnalati tra operatori sanitari
  • 36 casi segnalati nell’ultima settimana (week 13 – W13: 27 marzo 2017 – 2 aprile 2017).

Scarica L’infografica:

Fonte: Epicentro

Morbillo e rosolia: migliora la sorveglianza con la rete MoRoNet

È stata ufficializzata il 20 marzo, durante un convegno svoltosi presso l’Istituto superiore di sanità (Iss), la Rete Nazionale dei Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia (MoRoNet) che rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l’eliminazione completa di queste due malattie, ancora presenti in forma endemica nel nostro paese e in altre nazioni europee. Come si legge nel numero di febbraio del rapporto della rete di Sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, nel mese di gennaio 2017 in Italia non sono stati segnalati casi di rosolia, ma ci sono state 238 segnalazioni di casi di morbillo, quasi tutti (83,2 per cento) concentrati in quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana.
«A livello Europeo, attualmente l’attenzione è concentrata soprattutto sulla Romania dove è in corso una vasta epidemia di morbillo che ha già causato anche 17 decessi» aggiunge Fabio Magurano, del Dipartimento di malattie infettive dell’iss, al quale abbiamo chiesto di spiegare quali sono le novità e i vantaggi della rete MoRoNet.

Dottor Magurano, in cosa consiste esattamente il network MoRoNet?
«MoRoNet è una rete di laboratori regionali coordinati e accreditati dal Laboratorio di riferimento nazionale, che si affianca all’attuale rete di Sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia rendendola più efficiente e precisa secondo quanto richiesto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo scopo è identificare i casi di morbillo e di rosolia, due malattie esantematiche con sintomatologia sovrapponibile: la sorveglianza di laboratorio diviene indispensabile permettendo di identificare anche dal punto di vista genetico i singoli casi e i focolai causati dai due virus».

Da dove nasce l’idea di istituire questo network?
«A livello mondiale esiste un piano di eradicazione di morbillo e rosolia voluto e coordinato dall’Oms e recepito dall’Italia con il Piano nazionale di eliminazione per il morbillo e la rosolia congenita (PNEMoRc). Nel 2015, nel corso di una visita di monitoraggio nel nostro paese, gli esperti Oms hanno emesso alcune raccomandazioni, una delle quali riguardava la necessità di istituire un programma di sorveglianza di laboratorio più stringente ed efficiente rispetto a quello allora presente in Italia. La rete MoRoNet è sembrata la via migliore per rendere omogeneo e qualitativamente migliore il lavoro di tutti i laboratori che si occupano della sorveglianza».

Quanto siamo vicini all’eradicazione?
«In Italia abbiamo assistito negli ultimi cinque anni a una diminuzione delle coperture vaccinali che rende molto complicato prevedere quando si potrà arrivare effettivamente all’eradicazione. Bisogna lavorare molto sui piani di vaccinazione, poiché la quota di persone vaccinate è ancora lontana dal 95 per cento previsto. Il fatto che nasca il network MoRoNet in qualche modo aiuta anche a sensibilizzare le regioni e la popolazione».

Quali sono oggi le motivazioni per cui non ci si vaccina?
«Una prima motivazione passa senza dubbio attraverso le campagne mediatiche e l’utilizzo di internet: oggi ognuno cerca informazioni sul web e spesso pretende di avere una sanità ad personam. Si tratta di un approccio radicalmente nuovo alla prevenzione e alla sanità in generale, che ha portato molte persone a non seguire le raccomandazioni delle Istituzioni.
Un altro aspetto legato a internet riguarda le informazioni non corrette che spesso si trovano in rete, e sulle quali l’Iss e il Ministero continuano a svolgere una grande opera in termini di comunicazione precisa e puntuale. Non possiamo infine dimenticare che la sanità italiana funziona su base regionale e quindi ogni regione ha un proprio piano per le campagne vaccinali che hanno un costo a volte difficile da sostenere. Anche la crisi economica degli ultimi anni ha contribuito a un calo di efficienza delle campagne vaccinali».

Perché tutta questa “paura” del morbillo, una patologia che in molti ricordano di aver contratto e poi superato senza particolari complicazioni?
«Il morbillo ha un tasso di mortalità non trascurabile e di morbillo si muore ancora oggi, come dimostrano i 17 casi verificatisi in Romania all’inizio dell’anno. Anche se oggi considerata una malattia relativamente benigna, negli ultimi 150 anni si stima che il morbillo abbia ucciso circa 200 milioni di persone in tutto il mondo. Si decise di puntare all’eradicazione della patologia quando ci si accorse che il numero delle morti era oggettivamente elevato e che per contrastarle era disponibile uno strumento economico (circa 1 dollaro), sicuro, efficace e che offre copertura permanente, come il vaccino. Con la vaccinazione la mortalità per morbillo è diminuita del 75 per cento e sono state salvate 20 milioni di vite. Non dimentichiamo, infine, che le coperture vaccinali necessarie per eliminare morbillo e rosolia permettono di proteggere le popolazioni più deboli che non possono ricevere il vaccino».

 

Fonte: Dica33

MoRoNet la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia. Il 20 marzo 2017 a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità il convegno che ufficializza la costituzione del network.

Al fine di rafforzare le azioni previste dal Piano di Eliminazione per Morbillo e la Rosolia, malattie ancora causa di decessi in Europa e per le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha previsto l’eradicazione, nel 2016 parte il progetto CCM del Ministero della Salute “Verso l’eliminazione di morbillo e rosolia: realizzazione di una rete di laboratori sub-nazionali (MoRoNet) coordinata dal Laboratorio di Riferimento Nazionale–OMS” per la costituzione di Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia denominata MoRoNet.

La Rete coordinata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per il Morbillo e Rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità nasce per rispondere agli standard esigiti dall’OMS relativi alla sorveglianza di laboratorio per le due malattie.

Il convegno organizzato dall’LNR vedrà la partecipazione del Ministero della Salute, della Commissione di Verifica Nazionale e dei responsabili dei Servizi di Prevenzione e dei Laboratori di Riferimento Regionali.

Obbiettivo sarà quello di ufficializzare la costituzione di MoRoNet nell’ambito delle azioni previste dal Piano di Eliminazione Nazionale, illustrando nell’arco di tre sessioni le sue finalità, i ruoli e le funzioni degli attori coinvolti ed il processo che ha portato all’accreditamento dei laboratori regionali che ne fanno parte.

L’Italia quindi si appresta a dotarsi dell’ausilio di un sistema di sorveglianza sensibile e specifico, in grado di rilevare ed identificare tempestivamente i casi e i focolai di morbillo e rosolia, nonché essenziale per monitorare l’efficacia dei programmi di vaccinazione.

MoRoNet assieme al raggiungimento delle coperture vaccinali previste dal Piano di Eliminazione permetterà al Paese di raggiungere l’eliminazione di morbillo e rosolia.

INCREMENTO CASI MORBILLO IN ITALIA. LORENZIN: “INTERVENIRE RAPIDAMENTE PER PIENA APPLICAZIONE PIANO VACCINI”

Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia.

A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%.

La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della la metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni.

Sono stati notificati anche diversi casi a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari.

Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – sottolinea il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”.

“È ora indispensabile – precisa – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

“Il Ministero – conclude – attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

Fonte: Ministero della Salute

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