Le relazioni sul morbillo risalgono al 700, però la prima descrizione scientifica della malattia e la sua distinzione dal vaiolo è attribuita al medico musulmano Ibn Razi (Rhazes) 860-932, che ha pubblicato un libro dal titolo “vaiolo e il morbillo” (in arabo: Kitab al-fi jadari wa-al-hasbah). La malattia si sviluppa dall’infezione delle vie respiratorie ed è causata da un virus, un Paramixovirus del genere Morbillivirus (famiglia Paramixovidae), che come gli altri paramixovirus è un virus rivestito, con un genoma costituito da un singolo filamento di RNA negativo.

L’infezione si propaga attraverso la respirazione (il contatto con i liquidi dal naso e dalla bocca di una persona infetta, direttamente o attraverso la trasmissione di aerosol), ed è altamente contagiosa: il 90% delle persone senza immunità che condivide una casa con una persona infetta sarà contagiata. L’infezione ha un periodo medio di incubazione di 14 giorni (range 6-19 giorni) e l’infettività dura dai 2-4 giorni prima ai 2-5 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea. Generalmente la malattia dura dai 7 ai 10 giorni.

Nonostante sia passato più di mezzo secolo dalla prima introduzione negli USA del vaccino contro il morbillo e nonostante la disponibilità di un vaccino sicuro ed economico (vaccinare un bambino contro il morbillo costa meno di 1 €), il morbillo resta una delle principali cause di morte tra i bambini. Solo nel 2014, si contano nel mondo 114 900 decessi – circa 314 morti ogni giorno o 13 morti ogni ora.

La malattia si manifesta, dopo un periodo d’incubazione medio di 14 giorni, con febbre, rinite, tosse secca e congiuntivite. La comparsa entro 2-3 giorni dai primi sintomi dell’infezione delle Macchie di Koplik (macchie bianche circondate da un alone rosso) nella mucosa orale è patognomica per il morbillo.

Il caratteristico esantema compare a 3-5 dall’esordio dei sintomi, solitamente 1-2 gg dopo la comparsa delle macchie di Koplik. L’esantema maculo-papulare sviluppa inizialmente al collo e dietro le orecchie per poi diffondere rapidamente (in 1-2 giorni) al volto, al tronco e al dorso, con un andamento dall’alto verso il basso.

Le complicanze più comuni, che nei paesi industrializzati si osservano nel 7-16% dei casi totali, sono rappresentate da diarrea, polmoniti e laringiti. Più raramente la malattia è causa di gravi complicanze a carico del Sistema Nervoso Centrale quali l’encefalite acuta (1/1 000 casi) e ancora più raramente una grave Panencefalite Subacuta Sclerosante (PESS) con esito sempre mortale.

La malattia può essere fatale con un tasso di mortalità che varia tra l’1/10 000 e l’1/1 000 casi all’anno.

Al momento non esiste una terapia specifica del morbillo, a parte l’uso di antipiretici per abbassare la febbre e terapie specifiche per il trattamento di eventuali complicanze. L’arma migliore contro la malattia è la vaccinazione preventiva, con il vaccino vivo attenuato, con un’efficacia > 95% e che garantisce immunità a vita. Non si tratta di una vaccinazione obbligatoria, ma altamente consigliata.

La vaccinazione è raccomandata tra il 12° e il 15° mese di vita per i nuovi nati, con un richiamo verso i 5-6 anni, e negli adolescenti e nei giovani adulti non immuni. Inoltre, andrebbero vaccinati i bambini tra i 6 e i 12 mesi se è in corso un’epidemia di morbillo e gli individui con infezione da HIV senza deficit immunitario. La vaccinazione può prevenire lo sviluppo della malattia se somministrata entro 72 ore in persone non immuni venute a contatto con malati di morbillo.