Morbillo e rosolia migliorano le coperture vaccinali ma rimane alto il numero di casi.

I dati del Ministero della Salute certificano un aumento delle coperture vaccinali nell’infanzia e nell’adolescenza su scala Nazionale, al 30 giugno 2018.
Cresce la copertura a 36 mesi passando da 92,38% a 94,35%, ma l’aumento più marcato è quello della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo a 24 mesi, che raggiunge il 94,15% (+2,30%). Cresce anche quella dei bambini in età prescolare, ovvero a 5-6 anni, che registra un +4,35% per la seconda dose di anti-morbillo (85,74% vs 90,09%), comunque lontana dalla soglia del 95% che garantisce l’immunità di gregge in grado di proteggere anche quella porzione di popolazione che non può ricevere il vaccino.
Anche se migliora la situazione delle coperture vaccinali in età pediatrica, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità dell’ultimo triennio mostrano per il morbillo una incidenza per milione di abitanti del 13,5% nel 2016, 88,4% nel 2017 e 43,3% nel 2018, con un numero di casi confermati pari rispettivamente a 582, 4.347 e 2.076.
I dati della rosolia mostrano una incidenza per milione di abitanti dello 0,5% nel 2016, 1,1% nel 2017 e 0,3% nel 208, con un numero di casi confermati pari rispettivamente a 15, 31 e 6.
Dal 2013, l’incidenza della rosolia congenita è inferiore a 1 caso/100.000 nati vivi. Nel 2017 sono stati segnalati due casi confermati di rosolia congenita (uno importato e uno con origine non nota) e un caso confermato autoctono di rosolia in gravidanza; nei primi due mesi del 2018 è stato confermato un caso importato di rosolia congenita.
Per quanto riguarda la rosolia in gravidanza nel periodo gennaio 2005 – febbraio 2018 sono stati notificati 173 casi di rosolia, con un nato morto, un aborto spontaneo e 32 interruzioni volontarie di gravidanza.
Il morbillo in Italia ha fatto registrare di 5 decessi nel 2017 e 8 nel 2018, con un tasso di ospedalizzazione rispettivamente del 45 e 48,1%. Inoltre, i dati mostrano un maggior numero di casi soprattutto nei giovani adulti suscettibili dove si annidano le sacche di suscettibili per i quali sarebbero necessarie azioni supplementari di immunizzazione.
Le novità che introdurrà il Nuovo Piano di Eliminazione per il morbillo e la rosolia 2019-2023, in via di emanazione, e quelle introdotte dalla recente circolare sulla sorveglianza emanata a novembre 2011, sono state illustrate insieme al sistema di sorveglianza per morbillo e rosolia, con particolare riferimento al ruolo e ai risultati ottenuti dell’attività di laboratorio, durante il “II Convegno di MoRoNet – la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia” tenutosi il 4 aprile 2019 presso l’Istituto Superiore di Sanità.

4 aprile 2019, 2° Convegno MoRoNet

Il 4 aprile 2019 si è tenuto il II Convegno MoRoNet, la Rete Nazionale dei Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia, di particolare rilevanza nell’aggiornamento formativo delle figure coinvolte nell’ambito dell’obbiettivo di eliminazione del morbillo e della rosolia, una delle priorità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Piano Sanitario Nazionale.
L’obiettivo del convegno è stato quello di presentare le attività e i risultati ottenuti dalla Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il Morbillo e la Rosolia – MoRoNet e aggiornare i partecipanti sulle novità riguardanti la sorveglianza per il morbillo e la rosolia a margine del 13° Annual Meeting for Measles/Rubella National Reference Laboratories tenutosi a Copenhagen a novembre 2018, nonché quello di fornire un quadro epidemiologico nazionale ed internazionale dei casi di morbillo e rosolia.

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Settimana Mondiale dell’Immunizzazione, 24-30 aprile 2019

“Prevenire. Proteggere. Immunizzare.” Questo lo slogan della Settimana Mondiale dell’Immunizzazione 2019, che si celebrerà dal 24 al 30 aprile per promuove l’uso di vaccini per proteggere le persone di tutte le età contro le malattie.

Il tema quest’anno è Protected Together: Vaccines Work! La campagna di sensibilizzazione celebrerà i Vaccine Heroes di tutto il mondo – dai genitori e dai membri della comunità agli operatori sanitari e alle istituzioni politiche – che contribuiscono a garantire che siamo tutti protetti dalla forza dei vaccini.
L’iniziativa, alla quale sono invitati a partecipare tutti gli Stati membri della Regione Europea, è coordinata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e sostenuta dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

Fonte: WHO

Aggiornamento del sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia.

Dal 2013 in Italia è attivo il sistema di sorveglianza integrata morbillo-rosolia che ha permesso di rafforzare la sorveglianza di queste malattie. La sorveglianza del morbillo è integrata con quella della rosolia, in quanto sia morbillo che rosolia colpiscono le stesse fasce di età, hanno una sintomatologia simile e possono essere difficili da distinguere su base clinica.
Lo scorso 12 novembre è stata pubblicata dal Ministero della Salute la Lettera Circolare “Aggiornamento del sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, per il rafforzamento degli obiettivi di eliminazione”, con lo scopo di aggiornare il sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, in cui sono rafforzate le linee guida per la corretta diagnosi, la classificazione dei casi e la standardizzazione per la raccolta dati. Il documento è rivolto agli operatori sanitari che vengono in contatto con casi di morbillo o di rosolia e a tutti coloro che lavorano nel sistema di sorveglianza.
Inoltre, a breve verrà emanato il nuovo Piano di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita.

Fonte: Ministero della Salute

Circolare 12 novembre 2018 – Aggiornamento del sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, per il rafforzamento degli obiettivi di eliminazione.

Circolare 20 febbraio 2013 – Istituzione di un sistema di sorveglianza integrato per il morbillo e per la rosolia.

I casi di morbillo hanno raggiunto livelli record nella Regione Europea.

Come dichiarato dalla Dott.ssa Zsuzsanna Jakab, WHO Regional Director per l’Europa “Dopo il minor numero di casi del decennio nel 2016, stiamo assistendo a un drammatico aumento delle infezioni e di epidemie estese”.
Infatti, il numero totale dei casi di morbillo nella Regione Europea per i primi 6 mesi del 2018 supera largamente i casi totali registrati annualmente nell’ultimo decennio, con più di 41.000 casi segnalati tra bambini e adulti. Prima d’ora il numero più alto era stato segnalato nell’anno 2017 con 23.927 casi totali, mentre il più basso nel 2016 con 5.273 casi. Inoltre, finora almeno 37 persone sono morte a causa del morbillo quest’anno.
43 paesi della Regione Europea dell’Oms hanno interrotto la circolazione di morbillo endemico, ma ogni paese deve continuare a sforzarsi  per aumentare le coperture vaccinali e colmare i gap di immunità.

FONTE: OMS

Macerata: Morbillo, 15 casi all’ospedale: mai vista una cosa simile. Mancano le vaccinazioni

MACERATA, 1 Agosto 2018

«Quindici casi di morbillo in un mese all’ospedale di Macerata. Mai vista una cosa del genere nelle Marche». Il direttore dell’Area vasta 3, Alessandro Maccioni, specifica che «non c’è emergenza e tutti i protocolli sono attivi» ma il disappunto è grande perché tutto nasce dalla mancanza di vaccinazioni. Il primo caso, un 16enne arrivato in pronto soccorso a fine giugno, aveva ricevuto solo una delle due dosi prescritte di copertura vaccinale. Il dipartimento di Prevenzione ha contattato oltre 100 persone entrate in contatto con il giovane e con gli altri contagiati, principalmente 30enni. Tutti non vaccinati.

FONTE: cronachemaceratesi.it

Morbillo: inevitabili contagi incrociati tra paesi Nota con autorità inglesi, almeno 7 casi da Italia a Gb

Morbillo: ROMA, 19 LUG – “In Europa si sono registrati numerosi focolai di morbillo e finché la malattia non verrà debellata i reciproci contagi incrociati tra un Paese e l’altro saranno inevitabili”. Lo ricordano in una nota congiunta il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi e Duncan Selbie, Direttore di Public Health England. “Finché il morbillo non verrà eliminato da tutte le regioni – afferma Selbie – il contagio incrociato tra diversi Stati può avvenire, sia tra Stati membri della stessa regione che tra diverse regioni, quando individui non vaccinati viaggiano verso Paesi in cui il virus è endemico e le epidemie sono in corso, vengono contagiati e tornano nel Paese di origine importando il virus”. Recentemente, ricorda Ricciardi “alcuni focolai in Inghilterra sono stati legati all’importazione dall’Europa. + stato documentato che, dal 2017, almeno 7 casi sono stati importati dall’Italia (3 nel 2017 e 4 nel 2018). Ci sono stati però anche casi di importazione dall’Inghilterra all’Italia – aggiunge – da gennaio 2018 4 casi di morbillo italiani sono risultati importati dalla Gran Bretagna e hanno portato a due piccoli focolai e altri 5 contagi derivati”. Secondo l’ultimo bollettino dell’Ecdc sul morbillo tra giugno 2017 e maggio 2018 il 4% dei casi che si sono verificati in Europa era importato, e il 28% era derivato da quelli importati. La questione era stata citata recentemente da alcuni media inglesi, che accusavano l’Italia per alcuni focolai nel Regno Unito, dati però smentiti dal ministero italiano.

Fonte: ISS, COMUNICATO STAMPA N°23/2018

I vaccini: dalla produzione alla somministrazione

ISS. Al via il corso di formazione a distanza dal titolo “I vaccini: dalla produzione alla somministrazione”, il corso assegna 16 crediti ECM ed è disponibile gratuitamente sulla piattaforma  EDUISS dedicata alla Formazione a Distanza (FAD) in salute pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità.
Il corso costituisce il terzo modulo di un percorso formativo dal titolo “Vaccini e vaccinazioni per la prevenzione delle malattie infettive” partito ad aprile e che include i primo corso dal titolo  “Vaccini e vaccinazioni strategie e strumenti per la prevenzione delle malattie infettive” e il secondo dal titolo “Vaccini e malattie prevenibili da vaccinazioni, basi immunologiche e nuovi approcci” che assegnano 18 e 16 ECM rispettivamente.
Indirizzato a tutte le figure professionali del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), rappresenta la risposta formativa dell’ISS nel campo dei vaccini e delle vaccinazioni. Alla fine del percorso, il personale sanitario coinvolto avrà acquisito gli strumenti tecnico-scientifici che consentiranno di dare risposte solide e convincenti agli utenti del SSN.

MORBILLO: nel 2017 ammontano a 35 i decessi a causa della malattia come riportato dall’OMS

Nel 2017 in Europa i casi di morbillo sono quasi quadruplicati passando dai 5.273 registrati nel 2016 ai 21.315, come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ultimo report EpiData 1/2018. I paesi europei più interessati dalla malattia sono stati la Romania e l’Italia, dove sono stati riportati diversi decessi riconducibili alla malattia.
Il numero più alto di persone con morbillo è stato segnalato in Romania (5.562) dove la malattia si è diffusa soprattutto tra le popolazioni rom, che vivono nelle aree rurali e spesso non vaccinano i loro figli e dove è stato registrato il più alto numero di decessi.
In Italia i casi sono stati 5.006, un numero molto alto se si considera che nel 2016 erano stati 862.
L’OMS sottolinea che l’alto numero di casi registrato in paesi come il nostro mutua da diversi fattori quali: riduzione nella copertura dei vaccini, molto bassa tra alcuni gruppi più marginalizzati, interruzioni delle scorte di vaccini e sistemi di sorveglianza della malattia poco efficaci.
Tuttavia, grazie alle vaccinazioni, a livello globale, gli effetti del morbillo sulla popolazione sono stati comunque attenuati drasticamente. Basti pensare che nel 2016 l’OMS ha registrato poco meno di 100mila morti in tutto il mondo, mentre nei non troppo lontani anni Ottanta la malattia causava la morte di quasi 2,6 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo.

Morbillo: l’Italia maglia nera d’Europa.

L’Italia supera la Romania e diventa il Paese con più casi di morbillo segnalati in Europa nel 2017. Lo certifica l’ultimo report dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC): dei 12.743 casi segnalati dai paesi dell’Unione Europea tra il 30 settembre 2016 e l’1 ottobre 2017, 4.925 casi (pari al 39%) sono stati segnalati dall’Italia, 4.854 (38%) dalla Romania e 956 (8%) dalla Germania, che si aggiudicano rispettivamente il primo, il secondo e il terzo posto di questa infausta classifica.
L’ultimo bollettino prodotto dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità ci dice che dall’inizio dell’anno i casi sono saliti a 4.794 con 4 decessi: 88% non vaccinati, 6% vaccinati con 1 sola dose, 35% almeno una complicanza, 44% ricoverati, 22% in pronto soccorso e 312 casi tra gli operatori sanitari. L’unica risposta possibile: vaccinare e vaccinarsi.

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