Macerata: Morbillo, 15 casi all’ospedale: mai vista una cosa simile. Mancano le vaccinazioni

MACERATA, 1 Agosto 2018

«Quindici casi di morbillo in un mese all’ospedale di Macerata. Mai vista una cosa del genere nelle Marche». Il direttore dell’Area vasta 3, Alessandro Maccioni, specifica che «non c’è emergenza e tutti i protocolli sono attivi» ma il disappunto è grande perché tutto nasce dalla mancanza di vaccinazioni. Il primo caso, un 16enne arrivato in pronto soccorso a fine giugno, aveva ricevuto solo una delle due dosi prescritte di copertura vaccinale. Il dipartimento di Prevenzione ha contattato oltre 100 persone entrate in contatto con il giovane e con gli altri contagiati, principalmente 30enni. Tutti non vaccinati.

FONTE: cronachemaceratesi.it

Morbillo: inevitabili contagi incrociati tra paesi Nota con autorità inglesi, almeno 7 casi da Italia a Gb

Morbillo: ROMA, 19 LUG – “In Europa si sono registrati numerosi focolai di morbillo e finché la malattia non verrà debellata i reciproci contagi incrociati tra un Paese e l’altro saranno inevitabili”. Lo ricordano in una nota congiunta il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi e Duncan Selbie, Direttore di Public Health England. “Finché il morbillo non verrà eliminato da tutte le regioni – afferma Selbie – il contagio incrociato tra diversi Stati può avvenire, sia tra Stati membri della stessa regione che tra diverse regioni, quando individui non vaccinati viaggiano verso Paesi in cui il virus è endemico e le epidemie sono in corso, vengono contagiati e tornano nel Paese di origine importando il virus”. Recentemente, ricorda Ricciardi “alcuni focolai in Inghilterra sono stati legati all’importazione dall’Europa. + stato documentato che, dal 2017, almeno 7 casi sono stati importati dall’Italia (3 nel 2017 e 4 nel 2018). Ci sono stati però anche casi di importazione dall’Inghilterra all’Italia – aggiunge – da gennaio 2018 4 casi di morbillo italiani sono risultati importati dalla Gran Bretagna e hanno portato a due piccoli focolai e altri 5 contagi derivati”. Secondo l’ultimo bollettino dell’Ecdc sul morbillo tra giugno 2017 e maggio 2018 il 4% dei casi che si sono verificati in Europa era importato, e il 28% era derivato da quelli importati. La questione era stata citata recentemente da alcuni media inglesi, che accusavano l’Italia per alcuni focolai nel Regno Unito, dati però smentiti dal ministero italiano.

Fonte: ISS, COMUNICATO STAMPA N°23/2018

I vaccini: dalla produzione alla somministrazione

ISS. Al via il corso di formazione a distanza dal titolo “I vaccini: dalla produzione alla somministrazione”, il corso assegna 16 crediti ECM ed è disponibile gratuitamente sulla piattaforma  EDUISS dedicata alla Formazione a Distanza (FAD) in salute pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità.
Il corso costituisce il terzo modulo di un percorso formativo dal titolo “Vaccini e vaccinazioni per la prevenzione delle malattie infettive” partito ad aprile e che include i primo corso dal titolo  “Vaccini e vaccinazioni strategie e strumenti per la prevenzione delle malattie infettive” e il secondo dal titolo “Vaccini e malattie prevenibili da vaccinazioni, basi immunologiche e nuovi approcci” che assegnano 18 e 16 ECM rispettivamente.
Indirizzato a tutte le figure professionali del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), rappresenta la risposta formativa dell’ISS nel campo dei vaccini e delle vaccinazioni. Alla fine del percorso, il personale sanitario coinvolto avrà acquisito gli strumenti tecnico-scientifici che consentiranno di dare risposte solide e convincenti agli utenti del SSN.

MORBILLO: nel 2017 ammontano a 35 i decessi a causa della malattia come riportato dall’OMS

Nel 2017 in Europa i casi di morbillo sono quasi quadruplicati passando dai 5.273 registrati nel 2016 ai 21.315, come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ultimo report EpiData 1/2018. I paesi europei più interessati dalla malattia sono stati la Romania e l’Italia, dove sono stati riportati diversi decessi riconducibili alla malattia.
Il numero più alto di persone con morbillo è stato segnalato in Romania (5.562) dove la malattia si è diffusa soprattutto tra le popolazioni rom, che vivono nelle aree rurali e spesso non vaccinano i loro figli e dove è stato registrato il più alto numero di decessi.
In Italia i casi sono stati 5.006, un numero molto alto se si considera che nel 2016 erano stati 862.
L’OMS sottolinea che l’alto numero di casi registrato in paesi come il nostro mutua da diversi fattori quali: riduzione nella copertura dei vaccini, molto bassa tra alcuni gruppi più marginalizzati, interruzioni delle scorte di vaccini e sistemi di sorveglianza della malattia poco efficaci.
Tuttavia, grazie alle vaccinazioni, a livello globale, gli effetti del morbillo sulla popolazione sono stati comunque attenuati drasticamente. Basti pensare che nel 2016 l’OMS ha registrato poco meno di 100mila morti in tutto il mondo, mentre nei non troppo lontani anni Ottanta la malattia causava la morte di quasi 2,6 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo.