MoRoNet la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia. Il 20 marzo 2017 a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità il convegno che ufficializza la costituzione del network.

Al fine di rafforzare le azioni previste dal Piano di Eliminazione per Morbillo e la Rosolia, malattie ancora causa di decessi in Europa e per le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha previsto l’eradicazione, nel 2016 parte il progetto CCM del Ministero della Salute “Verso l’eliminazione di morbillo e rosolia: realizzazione di una rete di laboratori sub-nazionali (MoRoNet) coordinata dal Laboratorio di Riferimento Nazionale–OMS” per la costituzione di Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia denominata MoRoNet.

La Rete coordinata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per il Morbillo e Rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità nasce per rispondere agli standard esigiti dall’OMS relativi alla sorveglianza di laboratorio per le due malattie.

Il convegno organizzato dall’LNR vedrà la partecipazione del Ministero della Salute, della Commissione di Verifica Nazionale e dei responsabili dei Servizi di Prevenzione e dei Laboratori di Riferimento Regionali.

Obbiettivo sarà quello di ufficializzare la costituzione di MoRoNet nell’ambito delle azioni previste dal Piano di Eliminazione Nazionale, illustrando nell’arco di tre sessioni le sue finalità, i ruoli e le funzioni degli attori coinvolti ed il processo che ha portato all’accreditamento dei laboratori regionali che ne fanno parte.

L’Italia quindi si appresta a dotarsi dell’ausilio di un sistema di sorveglianza sensibile e specifico, in grado di rilevare ed identificare tempestivamente i casi e i focolai di morbillo e rosolia, nonché essenziale per monitorare l’efficacia dei programmi di vaccinazione.

MoRoNet assieme al raggiungimento delle coperture vaccinali previste dal Piano di Eliminazione permetterà al Paese di raggiungere l’eliminazione di morbillo e rosolia.

INCREMENTO CASI MORBILLO IN ITALIA. LORENZIN: “INTERVENIRE RAPIDAMENTE PER PIENA APPLICAZIONE PIANO VACCINI”

Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia.

A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%.

La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della la metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni.

Sono stati notificati anche diversi casi a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari.

Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – sottolinea il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”.

“È ora indispensabile – precisa – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

“Il Ministero – conclude – attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

Fonte: Ministero della Salute