Morbillo e rosolia: migliora la sorveglianza con la rete MoRoNet

È stata ufficializzata il 20 marzo, durante un convegno svoltosi presso l’Istituto superiore di sanità (Iss), la Rete Nazionale dei Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia (MoRoNet) che rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l’eliminazione completa di queste due malattie, ancora presenti in forma endemica nel nostro paese e in altre nazioni europee. Come si legge nel numero di febbraio del rapporto della rete di Sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, nel mese di gennaio 2017 in Italia non sono stati segnalati casi di rosolia, ma ci sono state 238 segnalazioni di casi di morbillo, quasi tutti (83,2 per cento) concentrati in quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana.
«A livello Europeo, attualmente l’attenzione è concentrata soprattutto sulla Romania dove è in corso una vasta epidemia di morbillo che ha già causato anche 17 decessi» aggiunge Fabio Magurano, del Dipartimento di malattie infettive dell’iss, al quale abbiamo chiesto di spiegare quali sono le novità e i vantaggi della rete MoRoNet.

Dottor Magurano, in cosa consiste esattamente il network MoRoNet?
«MoRoNet è una rete di laboratori regionali coordinati e accreditati dal Laboratorio di riferimento nazionale, che si affianca all’attuale rete di Sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia rendendola più efficiente e precisa secondo quanto richiesto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo scopo è identificare i casi di morbillo e di rosolia, due malattie esantematiche con sintomatologia sovrapponibile: la sorveglianza di laboratorio diviene indispensabile permettendo di identificare anche dal punto di vista genetico i singoli casi e i focolai causati dai due virus».

Da dove nasce l’idea di istituire questo network?
«A livello mondiale esiste un piano di eradicazione di morbillo e rosolia voluto e coordinato dall’Oms e recepito dall’Italia con il Piano nazionale di eliminazione per il morbillo e la rosolia congenita (PNEMoRc). Nel 2015, nel corso di una visita di monitoraggio nel nostro paese, gli esperti Oms hanno emesso alcune raccomandazioni, una delle quali riguardava la necessità di istituire un programma di sorveglianza di laboratorio più stringente ed efficiente rispetto a quello allora presente in Italia. La rete MoRoNet è sembrata la via migliore per rendere omogeneo e qualitativamente migliore il lavoro di tutti i laboratori che si occupano della sorveglianza».

Quanto siamo vicini all’eradicazione?
«In Italia abbiamo assistito negli ultimi cinque anni a una diminuzione delle coperture vaccinali che rende molto complicato prevedere quando si potrà arrivare effettivamente all’eradicazione. Bisogna lavorare molto sui piani di vaccinazione, poiché la quota di persone vaccinate è ancora lontana dal 95 per cento previsto. Il fatto che nasca il network MoRoNet in qualche modo aiuta anche a sensibilizzare le regioni e la popolazione».

Quali sono oggi le motivazioni per cui non ci si vaccina?
«Una prima motivazione passa senza dubbio attraverso le campagne mediatiche e l’utilizzo di internet: oggi ognuno cerca informazioni sul web e spesso pretende di avere una sanità ad personam. Si tratta di un approccio radicalmente nuovo alla prevenzione e alla sanità in generale, che ha portato molte persone a non seguire le raccomandazioni delle Istituzioni.
Un altro aspetto legato a internet riguarda le informazioni non corrette che spesso si trovano in rete, e sulle quali l’Iss e il Ministero continuano a svolgere una grande opera in termini di comunicazione precisa e puntuale. Non possiamo infine dimenticare che la sanità italiana funziona su base regionale e quindi ogni regione ha un proprio piano per le campagne vaccinali che hanno un costo a volte difficile da sostenere. Anche la crisi economica degli ultimi anni ha contribuito a un calo di efficienza delle campagne vaccinali».

Perché tutta questa “paura” del morbillo, una patologia che in molti ricordano di aver contratto e poi superato senza particolari complicazioni?
«Il morbillo ha un tasso di mortalità non trascurabile e di morbillo si muore ancora oggi, come dimostrano i 17 casi verificatisi in Romania all’inizio dell’anno. Anche se oggi considerata una malattia relativamente benigna, negli ultimi 150 anni si stima che il morbillo abbia ucciso circa 200 milioni di persone in tutto il mondo. Si decise di puntare all’eradicazione della patologia quando ci si accorse che il numero delle morti era oggettivamente elevato e che per contrastarle era disponibile uno strumento economico (circa 1 dollaro), sicuro, efficace e che offre copertura permanente, come il vaccino. Con la vaccinazione la mortalità per morbillo è diminuita del 75 per cento e sono state salvate 20 milioni di vite. Non dimentichiamo, infine, che le coperture vaccinali necessarie per eliminare morbillo e rosolia permettono di proteggere le popolazioni più deboli che non possono ricevere il vaccino».

 

Fonte: Dica33

MoRoNet la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia. Il 20 marzo 2017 a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità il convegno che ufficializza la costituzione del network.

Al fine di rafforzare le azioni previste dal Piano di Eliminazione per Morbillo e la Rosolia, malattie ancora causa di decessi in Europa e per le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha previsto l’eradicazione, nel 2016 parte il progetto CCM del Ministero della Salute “Verso l’eliminazione di morbillo e rosolia: realizzazione di una rete di laboratori sub-nazionali (MoRoNet) coordinata dal Laboratorio di Riferimento Nazionale–OMS” per la costituzione di Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia denominata MoRoNet.

La Rete coordinata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per il Morbillo e Rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità nasce per rispondere agli standard esigiti dall’OMS relativi alla sorveglianza di laboratorio per le due malattie.

Il convegno organizzato dall’LNR vedrà la partecipazione del Ministero della Salute, della Commissione di Verifica Nazionale e dei responsabili dei Servizi di Prevenzione e dei Laboratori di Riferimento Regionali.

Obbiettivo sarà quello di ufficializzare la costituzione di MoRoNet nell’ambito delle azioni previste dal Piano di Eliminazione Nazionale, illustrando nell’arco di tre sessioni le sue finalità, i ruoli e le funzioni degli attori coinvolti ed il processo che ha portato all’accreditamento dei laboratori regionali che ne fanno parte.

L’Italia quindi si appresta a dotarsi dell’ausilio di un sistema di sorveglianza sensibile e specifico, in grado di rilevare ed identificare tempestivamente i casi e i focolai di morbillo e rosolia, nonché essenziale per monitorare l’efficacia dei programmi di vaccinazione.

MoRoNet assieme al raggiungimento delle coperture vaccinali previste dal Piano di Eliminazione permetterà al Paese di raggiungere l’eliminazione di morbillo e rosolia.

INCREMENTO CASI MORBILLO IN ITALIA. LORENZIN: “INTERVENIRE RAPIDAMENTE PER PIENA APPLICAZIONE PIANO VACCINI”

Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia.

A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%.

La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della la metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni.

Sono stati notificati anche diversi casi a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari.

Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – sottolinea il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”.

“È ora indispensabile – precisa – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

“Il Ministero – conclude – attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

Fonte: Ministero della Salute

Nasce il network globale dell’OMS Vaccine Safety Net (VSN). Parola d’ordine verificare la fonte. I siti web inseriti nella rete VSN e convalidati dall’OMS forniscono informazioni attendibili sulla sicurezza dei vaccini.

Quando le persone hanno bisogno di consigli su temi quali la salute, la carriera, o i rapporti, il primo posto dove spesso vanno a cercare è internet. Lo stesso vale quando i genitori e gli operatori sanitari sono alla ricerca di informazioni credibili sul fatto che i vaccini sono sicuri per i loro figli.

Fonte: World Health Organization

Morbillo il numero dei casi in forte crescita.

Nel mese di gennaio 2017 è stato registrato un aumento dei casi di morbillo rispetto ai mesi precedenti e a gennaio 2016. Sono stati segnalati 238 casi in 15 Regioni/PA, di cui la maggior parte (83,2%) in sole quattro Regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana. Il Piemonte ha riportato il tasso d’incidenza più elevato (1,6 casi/100.000 abitanti). Sono stati segnalati focolai nosocomiali, nelle scuole (incluso un asilo nido) e nelle famiglie.

Fonte: Epicentro – Istituto Superiore di Sanità